01 January, 2012

Nella battaglia al terrorismo islamista Nigeria, Usa e Ue stanno a guardare

Nella battaglia al terrorismo islamista Nigeria, Usa e Ue stanno a guardare   di  Alessandra Boga
31 Dicembre 2011

Credente cristiano in Nigeria
17619023_attentati-in-nigeria-italia-chiede-ue-ed-onu-di-difendere-la-libert-religiosa-0.jpgLa Nigeria ha vissuto ancora un Natale di sangue. Tre chiese nel Nord del Paese sono state oggetto di attentati che hanno causato almeno 40 vittime. La maggior parte ha trovato la morte sui gradini di una chiesa cattolica a Madalla vicino alla capitale Abuja, dopo aver partecipato alla messa di Natale. Corpi carbonizzati e arti smembrati da un bomba erano sparsi attorno alla chiesa distrutta. Quello del 2011 è stato descritto come “il Natale più nero che la Nigeria abbia mai avuto”.
Responsabile degli attacchi terroristici il famigerato gruppo islamico Boko Haram (“L’educazione occidentale è peccato”). Il mondo, come al solito, ha offerto le sue indecise, esitanti condanne. Tutti, dalla Casa Bianca al Vaticano, hanno definito “senza senso” i sanguinosi attentati che hanno colpito le chiese nigeriane. Eppure è da oltre un decennio che Boko Haram dichiara apertamente i propri obiettivi: applicare la sharia, la legge islamica, e assoggettare, se non eliminare i cristiani dalla Nigeria.
Il gruppo islamico continua a terrorizzare i cristiani. Ne ha uccisi migliaia e piazzato bombe o bruciato centinaia di chiese. Nel Natale dello scorso anno l’organizzazione terroristica ha fatto saltare in aria parecchie chiese, uccidendo quasi 40 fedeli cristiani. Boko Haram, il cui nome per intero in arabo è “Gente della Sunna per la Da’wa (islamizzazione) e il Jihad (la “guerra santa”)”, rappresenta un fronte religioso islamico ostile a tutto ciò che non è musulmano, cristiani in testa. “Per loro la religione cristiana è qualcosa che proviene dall’Occidente, e che quindi non è consentita”, ha spiegato a Ilsussidiario.net mons. Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos, una delle città teatro degli attacchi contro le chiese che hanno insanguinato il Natale in Nigeria. “Il gruppo islamista considera la stessa Costituzione nigeriana come un prodotto della civilizzazione occidentale, e preferisce sostituirla con la Sharia. Boko Haram insomma è caratterizzato dal fanatismo più radicale. Gli stessi musulmani normali disapprovano profondamente le sue azioni, anche perché gli attentati non colpiscono solo le chiese, ma anche la polizia, le caserme e la stessa sede delle Nazioni unite ad Abuja”, ha proseguito l’arcivescovo.
Egli ha anche affermato che non si sa chi ci sia dietro Boko Haram (se gruppi politici o potenze straniere), nè chi fornisca loro fondi ed armi. “A Jos domenica sono stati arrestati quattro membri di Boko Haram, ma prima ancora che la notizia si sapesse erano già stati rilasciati. Mentre il 22 novembre scorso il senatore Ali Ndume era stato incarcerato per avere pianificato un attentato, e il 19 dicembre è stato rilasciato su cauzione. E’ questo il motivo per cui ritengo che non sia messa in atto un’attività d’intelligence sufficientemente incisiva, e la conseguenza è che gli attentati contro le chiese si ripetono in continuazione”.

Solo negli ultimi due mesi, il gruppo islamico ha effettuato attacchi contro decine di luoghi di culto cristiani, piazzando bombe in alcuni e dandone alle fiamme altri. Ha aperto il fuoco su una congregazione costituita soprattutto di donne e bambini, ha ucciso i due figli di un ex terrorista che si era convertito al cristianesimo, ucciso a sangue freddo dei sacerdoti e dei suoi membri si sono recati in alcuni negozi di proprietà di cristiani, ordinando loro di recitare versi del Corano. Coloro che non li conoscevano sono stati uccisi.
Il mese scorso, centinaia di musulmani di Boko Haram, armati, hanno invaso villaggi cristiani, uccidendo, saccheggiando e distruggendo tutto ciò che vedevano, in quattro lunghe ore di terrore. 130 cristiani sono stati uccisi e altri 45 sterminati in un altro villaggio, al grido di “Allahu Akbar !”. Centinaia di cristiani mancano ancora all’appello e migliaia sono fuggiti dalla regione.

“Le autorità federali della Nigeria, i servizi segreti e i leader musulmani non fanno nulla per difendere i cristiani e non osano neppure condannare gli attentati. I terroristi di Boko Haram non guardano in faccia a nessuno e sono pronti a colpire chiunque provi a contrastarli. E così gli stessi giudici, quando per caso mettono le mani su un terrorista, lo liberano subito dopo perché hanno paura”, ha denunciato mons. Ignatius Kaigama. “nessuno osa fare un solo passo avanti per condannare pubblicamente gli attentati di Boko Haram, figuriamoci arrestarne gli esponenti e punirli come prescrive la legge”.

Europa e Stati Uniti non hanno potuto far nulla finora per aiutare la Nigeria (benché gli USA abbiano offerto la loro disponibilità per scovare gli attentatori di Natale). Come ha spiegato lo stesso arcivescovo, “il nostro governo non ha mai richiesto il loro aiuto”. E’ grande l’indignazione dell’alto prelato: “Se le autorità federali non sono in grado di gestire la situazione nel Paese è loro dovere chiedere il supporto internazionale, e francamente non mi riesco a capacitare del motivo per cui non lo abbiano ancora fatto” ed egli ha affermato che “la Nigeria non ha bisogno di militari stranieri, ma di essere aiutata nel coordinamento delle forze di sicurezza federali. Il nostro governo dovrebbe rendersi conto che quanto sta avvenendo è ogni giorno più imbarazzante, oltre che estremamente doloroso per la nostra gente. Il problema non è solo dei cristiani, la gente non può più andare a scuola, nei mercati, in moschea, senza avere il timore di attentati terroristici”.
La mancanza di un appoggio efficace del governo non ha fatto tardare rappresaglie agli attentati di Natale. Alcuni uomini hanno lanciato una bomba all’interno di una scuola coranica nel sud del Paese a maggioranza cristiana, ferendo sei bambini e un adulto.

L’episodio ha avuto luogo nella regione petrolifera del Delta del Niger, mentre nella città di Damaturu nel nord musulmano della Nigeria sono circa 90 mila gli sfollati dopo gli scontri tra Boko Haram e il governo. Ad aggravare la frattura fra cristiani e musulmani c'e' anche la situazione politica. Proprio oggi la Corte Suprema nigeriana ha confermato la vittoria alle presidenziali di aprile di Goodluck Jonathan, cristiano del Sud, respingendo il ricorso del Cpc (Congress for Progressive Change) che aveva denunciato brogli e il cui candidato, Muhammadu Buhari, musulmano del Nord, ex dittatore della Nigeria a meta' degli anni ottanta, e' arrivato secondo. Quest’ultimo ha parlato di un risultato “motivato politicamente”. Dopo le elezioni, le violenze fra le opposte fazioni avevano causato almeno 800 morti nel Paese.
 news

26 December, 2011

Nigeria...........Una strage di cristiani

Nigeria, Natale di sangue: bombe in tre chiese Una strage di cristiani

Tre attentati contro i cattolici. Secondo le prime stime le vittime sarebbero più di venti. La denuncia della Santa Sede: "Un odio cieco e assurdo che non ha alcun rispetto per la vita umana". Rivendicazione della setta islamica Boko Haram

di -
Natale di sangue in Nigeria. Tre bombe sono esplose, mentre si stava celebrando la messa del 25 dicembre, in tre diverse chiese della Nigeria. Una bomba è scoppiata nella chiesa di Santa Teresa nella capitale Abuja.
Ingrandisci immagine
Altre due esplosioni vicino Jos, in una zona centrale del Paese, e in una chiesa a Gadaka, nel Nord. Un massacro di cristiani. Secondo i primi soccorritori l'ordigno avrebbe provocato una strage: i morti e i feriti sarebbero alcune decine; aolmeno diciannove soltanto nella prima delle tre basiliche colpite dalle esplosioni, ma il bilancio è destinato a crescere. Il primo attentato sarebbe avvenuto nella chiesa di Santa Teresa, nel quartiere di Madala.

Il governo nigeriano conferma l'accaduto attraverso Yushau Shuaib, portavoce dell'agenzia nigeriana dei servizi di sicurezza, ma non fornisce dati precisi sull'entità della tragedia lanciando tuttavia un'allarme che rende l'idea dell'emergenza: non ci sarebbero abbastanza ambulanze in tutta la città per evacuare le vittime e i feriti. Nel corso della giornata i sospetti degli inquirenti sono stati confermati: dietro ad almeno una delle esplosioni ci sarebbe la mano di un gruppo islamico. La cellula Boko Haram ha rivendicato l'attentato di oggi contro una chiesa cristiana a Madalla, nei pressi di Abuja. Immediata la denuncia della Santa Sede che ha parlato attraverso il portavoce Franco Lombardi: "è purtroppo la manifestazione ancora una volta della crudeltà di un odio cieco e assurdo che non ha alcun rispetto per la vita umana e cerca di suscitare e alimentare altro odio e confusione". Sulla stessa linea anche il ministro degli Esteri Giulio Terzi: "L'Italia, da sempre in prima linea nella difesa della libertà di fede e nella promozione del dialogo e della tolleranza interreligiosi, continuerà ad assicurare il proprio massimo impegno, anche nel quadro dell'azione dell'Unione europea , affinchè in Nigeria come altrove i principi della convivenza interreligiosa e del rispetto della libertà di culto vengano rispettati e difesi attivamente".

19 December, 2011

Riti «voodoo» come passaporto per controllare i «nuovi schiavi»

 Gdf di La Spezia smantella organizzazione traffico esseri umani, 8 arresti
ultimo aggiornamento: 19 dicembre, ore 15:53
Genova - (Adnkronos) - L'organizzazione, che ha il vertice in Nigeria e ramificazioni in diversi stati africani ed europei, determinava periodicamente delle vere e proprie quote di persone da inviare in Europa. Per ottenere la fedeltà delle donne da avviare alla prostituzione in Italia, venivano praticati riti ''voodoo'', con l'effetto di creare una forma di sudditanza psicologica, integrata anche da minacce di morte nei confronti loro e dei familiari (Video)
 
http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Liguria/Gdf-di-La-Spezia-smantella-organizzazione-traffico-esseri-umani-8-arresti_312765084936.html
 

10 December, 2011

Un intervento chirurgico l'ha salvata da una grave cardiopatia

Sigeoma, dalla Nigeria a Palermo per ritrovare la vita


Palermo (TMNews) - Ha occhi tristi ma riconoscenti, un sorriso appena accennato, le mani giunte, l'espressione di leggero imbarazzo. Sigeoma ha 19 anni, è nigeriana ed è nata con una grave malformazione cardiaca. Ora sta bene, la sua vita non è più in pericolo grazie a un gruppo di volontari dell'Associazione Solaria di Palermo, che l'ha fatta venire in Italia a proprie spese affinché potesse essere sottoposta a un delicato intervento chirurgico all'Ismett, centro sanitario all'avanguardia, come spiega Giacomo Vernengo, pediatra dell'associazione. Il caso di Sigeoma è il quarto a essere risolto grazie al programma di medicina umanitaria dell'associazione siciliana. La mancanza di fondi ha fatto tramontare l'ipotesi di creare una struttura sanitaria nei Paesi interessati, rendendo necessaria una diversa forma di assistenza. Sigeoma ha ripreso a camminare e a mangiare normalmente anche se il cibo italiano non le piace tanto. Presto tornerà in Nigeria dove per un po' sarà tenuta sotto controllo da un'equipe medica locale.

http://www.tmnews.it/web/sezioni/videonews/20111208_video_17153241.shtml

29 November, 2011

Ondo Socialite Ade Fayeun aka Ade Basket Wanted ...

Ondo Socialite Ade Fayeun aka Ade Basket Wanted ...

Nov 11, 2011 – Ondo Socialite Ade Fayeun aka Ade Basket Declared Wanted For Sex Assault
Do you remember the story of a man called Ade Fayeun popularly known as Ade Basket who brutally battered 2 girls in Ondo state after sexual encounter with them stating they stole his money.
He has been declared wanted for sex assault and theft over N9,000.
The street character with political influence had on Friday October 21 2011 ordered his followers to strip four girls to their skin and made them parade naked around a couple of streets in the state capital, Akure.
According to a source ‘the victims pictures were severally taken by passers by and participants with camera phones in the course of this abuse’
Some of the pictures have phone their way onto the internet courtesy of Ade’s aides- while others have become one of the most passed around on phones in that part of the world.
The girls were alleged to have stolen N9000 from him when he slept with them over night in an hotel room.
He meted out the treatment to the four girls when he claimed he couldn’t find the money where he kept it- and pain staking search of the girl couldn’t unearth the missing sum.
After the treatment that resulted in the girls also suffering a couple of slaps and kicks- one of the victims, Miss Dayo Richards wrote a petition tagged ‘Complaint of assault, inhuman and degrading treatment done to me by one Mr. Ade Fayeun (aka Ade Basket)’ to the commissioner of police, Ondo State.
Informants claimed that the police ‘arrested’ Ade Basket on the strength of this petition but just like he allegedly boasted when ‘dealing with the girls, he used his influence to get himself out of the hook’
Ade Basket became popular in the state as a political muscle for sacked governor Olusegun Agagu. He is believed to be close to the government of incumbent Gov, Olusegun Mimiko.
His political links and ‘easy release’ by the police have kick started a furore over the development.
Human rights canvassers have started a campaign for Ade to be arrested and prosecuted for ‘his acts against womanhood’. The opposition party Action Congress of Nigeria are stridently calling for his prosecution as well. And to worsen his case, same for the Ondo state Government.
Pictures of the assault victims
The government through the commissioner for information, Kayode Akinmade and Women Affairs, Olayinka Alabi maintains ‘all those responsible will not go unpunished’
The pressure these public furore have brought to bear on the case is said to have forced the police to begin a fresh move to arrest Ade Basket. He is said to be trying to tap into his wealth of influence to dodge arrest and prosecution at press time. (Society Now)

26 November, 2011

Dim Odimegwu Ojukwu is Dead


Dim Odimegwu Ojukwu is Dead

26 Nov 2011
Font Size: a / A
N51102-Odumegwu-Ojukwu.jpg-N51102-Odumegwu-Ojukwu.jpg
Dim Chukwuemeka Odumegwu Ojukwu


Former biafran leader and leader of the All Progressive Grand Alliance (APGA) Dim Chukwuemeka Odimegwu Ojukwu is dead.
Thisday can confirm that he died late last night. He had been sick for a while and was receiving treatment at a united Kingdom (UK) hospital.More to follow . . .

Ojukwu was born in Zungeru, Northern Nigeria in 1933. His father, Sir Louis Phillipe Odumegwu Ojukwu was a wealthy businessman who made money from the transport industry. Ojukwu was sent to the UK at the age of 13 to study, first at Epsom College and later at Lincoln College, Oxford University where he earned a Masters degree in History.
Upon his return in 1956, he joined the civil service in then Eastern Nigeria. He would later leave the service to join the military, where he was one of the few university graduates.
Ojukwu was appointed Military Governor of Eastern Nigeria by Military Head of State, General Aguiyi Ironsi on January 17, 1966. By May of the same year, Nigeria was facing a serious crisis. A planned pogrom in Northern Nigeria targeting and killing South-easterners presented a problem. He made several assurances to the South-easterners about their safety but the crisis continued.  In May 1967, he declared Eastern Nigeria a Sovereign State named Biafra.
In July, 1967, then Head of State Yakubu Gowon declared war on Biafra. A civil war ensued. The war raged on for another 30 months. An attempt at peace during a meeting at Aburi, Ghana did not stop the war. In 1970, Ojukwu handed over power to his deputy Major-General Phillip Effiong and left the country to avoid assassination. He was granted political asylum in Cote D'Ivoire by President Felix Houphöet-Biogny.
The civilian President of Shehu Shagari granted him an official pardon and he returned in 1982 after 13 years in exile. Ojukwu would later go into politics, forming the All Progressive Grand Alliance (APGA). He was an active member until his death
http://www.thisdaylive.com/articles/dim-odimegwu-ojukwu-is-dead/103680/

12 November, 2011

Politici corrotti istigano all’odio religioso

Politici corrotti istigano all’odio religioso  e sfruttano i Boko Haram

Un comunicato di ACS-Aiuto alla Chiesa che Soffre sulle recenti violenze nel Nord della Nigeria. Il testo contiene dichiarazioni del vescovo di Maiduguri, monsignor Oliver Dashe Doeme, e del nunzio apostolico monsignor Augustine Kasujja.

 «I veri responsabili delle violenze e degli spargimenti di sangue nel Nord della Nigeria sono alcuni politici corrotti che istigano all’odio religioso». A dichiararlo ad Aiuto alla Chiesa che Soffre è monsignor Oliver Dashe Doeme, vescovo di Maiduguri, capitale dello Stato nigeriano del Borno, che punta il dito anche contro le forze dell’ordine, «incapaci di difendere i cittadini». In una conversazione telefonica con ACS, il presule ha accusato le autorità locali di sfruttare le divisioni religiose interne per destabilizzare il clima e spodestare il governo. «L’amministrazione locale ha fortemente deluso la popolazione – racconta – consentendo gravi violazioni e minando la sicurezza stessa dei cittadini».

Nell’ultimo fine settimana, la serie di attentati del gruppo islamista «Boko Haram» ha provocato più di 100 morti. Epicentro delle violenze sono state la città di Damaturu e il vicino villaggio di Patiskum, in cui gli estremisti si sono scontrati con la polizia e hanno fatto esplodere numerosi ordigni in diverse moschee e chiese. Tra queste, quella di S. Mary a Damaturu, che venerdì è stata colpita da una bomba e ridotta in macerie. Il parroco e il vice-parroco, don James John e don Allan, hanno raccontato a monsignor Doeme di essersi messi in salvo appena prima dell’esplosione. «Era una delle chiese più grandi della nostra diocesi – ha detto il presule - capace di contenere migliaia di persone. Ed ora è rimasta solo la cenere». Domenica scorsa la comunità si è dovuta riunire per la Messa in una sala parrocchiale.

Quella di S. Mary è il quinto edificio religioso colpito in soli otto mesi. Ad aprile è stata attaccata la cattedrale di Maiduguri e tre mesi dopo alcuni uffici della curia e l’alloggio dei sacerdoti. Il quarto episodio tre settimane quando una chiesa è stata incendiata da alcuni giovani.

«I giovani della regione sono reclutati con facilità dai gruppi estremisti – spiega il vescovo ad ACS - a causa della grave condizione di povertà e di disoccupazione e del basso livello d’istruzione».

Molti estremisti riescono ad infiltrarsi anche nei corpi di polizia, aggravando la criticità della situazione. «Se le forze dell’ordine fossero intervenute prima, molte persone avrebbero potuto salvarsi – afferma monsignor Dome – ma molti degli attentatori erano proprio membri della sicurezza». Il presule chiama in causa la responsabilità di alcuni politici – «di cui non posso fare i nomi» – che si servono dei Boko Haram per perseguire i propri interessi. «Le autorità permettono ai fondamentalisti islamici di comprare le armi e fomentano l’odio interconfessionale. La religione – conclude – è un argomento molto delicato in Nigeria ed è molto facile scatenare nuove tensioni». Secondo il presule, il fine ultimo è quello di cacciare i cristiani dal Paese – oppure convertirli con la forza – per riuscire a imporre la legge coranica.

Dopo gli scontri dei giorni scorsi e le minacce di nuovi attentati da parte dei Boko Haram, la Chiesa chiede al Governo maggiore sicurezza. E il nunzio apostolico, monsignor Augustine Kasujja, in una recente intervista ha espresso ad ACS-Italia estrema preoccupazione per le violazioni alla libertà religiosa che si verificano frequentemente in Nigeria, specie nel Nord del Paese. «La comunità internazionale – ha detto il rappresentante pontificio – deve incoraggiare il governo nigeriano ad accogliere nell’ordinamento interno le norme e le convenzioni internazionali, facendole aderire alla Costituzione».
http://www.laperfettaletizia.com/2011/11/politici-corrotti-istigano-allodio.html

27 October, 2011

Ambassador Saidu Pindar dies in car crash in Kaduna State




August 31, 2011

Amb SAIDU PINDAR


On 31 August, Alhaji Saidu Shettima Pindar, Nigeria’s pioneer Ambassador to Sao Tome and Principe, died a car accident. The accident occurred on the Kaduna-Zaria road in Kaduna State.
Details of the accident are yet to be confirmed, but sources said he was traveling to Kano at the time he died. One source said the accident was caused by the bad condition of some spots on the road, but this too, had not been verified.
Ambassador Pindar was born in Biu, Biu Local Government Area of Borno State, on 19 August 1954. He obtained an Electrical Engineering Diploma from Kaduna Polytechnic in 1976, Bachelor of Electrical Engineering Degree from the Ahmadu Bello University, Zaria, in 1980, and subsequently a Master’s Degree in Communication Engineering from the University of Manchester’s Institute of Science and Technology (UMIST) in United Kingdom.
He started his working life with the Borno State Civil Service, rising to become the Director of Engineering/Chief Engineer at the Borno Radio and Television (BRTV) before transferring to the Federal Civil Service in 1987.


In October 1998, he was posted to the Embassy of Nigeria, Rome, Italy, as Minister-Plenipotentiary and Extraordinary. While on that post, he received commendations from the Italian Ministry of Interior, the Italian Immigration and Frontier Service and a Christian NGO for his commitment towards combating human trafficking and for his compassionate treatment of trafficked Nigerians.


In 2000, he was appointed Nigeria’s pioneer Ambassador Extraordinary and Plenipotentiary to the Democratic Republic of Sao Tome & Principe. At that post, he was credited with contributing immensely to the ratification of the Treaty establishing the Nigeria-Sao Tome & Principe Joint Development Zone (JDZ). He voluntarily retired from the Federal Civil Service after 32 years of public service. In 2004, he was conferred with a National Honour, Officer of the Order of the Niger (OON).


Even in retirement, he remained active in private business as well as in political and public life. He was the founder and promoter of Maitama Amusement Park, a leisure and entertainment centre situated in the high brow Maitama district of Abuja. He was also the Executive Chairman of Subotech Engineering Ltd, a company supplying and installing broadcast equipment nationwide.


Politically, he was a member of the Peoples Democratic Party (PDP). In October 2009, he was appointed by then President Umaru Yar’Adua, into the board of the Nigeria-Sao Tome and Principe Joint Development Authority (NSTP-JDA). He was later the deputy governorship candidate of the Peoples Democratic Party (PDP) in Borno State in the April 2011 general elections, but his party did not win.


Ambassador Pindar was a member of several professional bodies, including the Nigerian Society of Engineers (NSE) and the Council for the Regulation of Engineering in Nigeria (COREN).
He was a founding member of the Biu Emirate Development Association (BEDA) and also the Biu Forum. In recognition of his contributions to the development of Biu Emirate, HRH Alhaji Umar Mustapha Aliyu, the Emir of Biu elevated him from the position of Jarma of Biu to Waziri of Biu in January 2005.


A philanthropist, he sponsored hundreds of students in various schools in Borno, Yobe and Bauchi State under the Shettima Pindar Foundation.
He was happily married and blessed with children.
In a condolence message to the late ambassador’s family, Borno State Governor Kashim Shettima expressed shock over the unfortunate incident. He described the late Pindar as a visionary, humble and de-tribalized man, who dedicated his life to the cause of transforming not only Borno State, but the Nigerian nation.